Andy Warhol


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La storia di Andy Warhol e le sue grandi opere.

Andy Warhol pop artAndy Warhol, nome d’arte di Andrew Warhola, nasce da una famiglia d’immigranti slovacchi di Pittsburgh in Pennsylvania il 6 agosto 1928. All’età di quindici anni inizia a studiare al Carnegie Institute of Tecnology della sua città, terminerà gli studi dopo quattro anni, trasferendosi in seguito a New York dove lavora come grafico pubblicitario per importanti riviste tra le quali: Vogue, Harper’s Bazar e Glamour.

Tiene la prima mostra personale nel 1952 alla Hugo Gallery di New York, ma è intorno agli anni sessanta, che comincia a realizzare i primi dipinti che influiranno sulla sua consacrazione nella Pop Art.

Nei suoi primi dipinti i soggetti si rifanno ai personaggi dei fumetti come Superman, Popeye e Dick Tracy, e alle prime bottigliette di Coca Cola.

zuppa campbell andy warhol pop art

Campbell’s Soup Can

Nel 1962 inizia a utilizzare la tecnica serigrafica, utilizzata agli inizi del novecento da grandi pittori come Picasso e Mirò. Rivolge un’attenzione specifica alla riproduzione in serie d’immagini comuni, la famosa opera delle lattine di zuppa Campbell, ma non si cimenta solo nella riproduzione pubblicitaria e fumettistica ma rivolge la sua attenzione anche a temi attuali come gli incidenti automobilistici e la pena di morte (Eletric Chair).

quadro andy warhol marilyn monroe

Gold Marilyn Monroe del 1962

Un’opera volta a comprendere l’importanza del cinema nella vita dell’americano medio, è l’uso in due delle sue opere del volto della attrice più discussa di sempre, Marilyn Monroe, forse ancora oggi una delle opere più interpretative e significative della produzione artistica di Wharol.

Nelle sue opere, come in quelle degli altri esponenti della Pop Art americana, non vi è alcuna intenzione di protesta nei confronti della società di massa, utilizza queste iconografie come un reportage sul cambiamento della società, portando anche nella sfera artistica il prodotto dell’industrializzazione, della cultura televisiva e del dilagare della cultura mediatica della nuova società americana.

Negli anni successivi cerca di aumentare il suo approccio a questa ideologia, fondando la “Factory” una specie di officina di lavoro collettivo, un punto di ritrovo per gli artisti dove ci si concentra sulla produzione di serigrafie e litografie. Nel 1963 inizia a dedicarsi anche al cinema e alla produzione di due lungometraggi “Sleep” e “Empire”, nel 1964 espone alla Galerie Sonnabend di Parigi e a New York da Leo Castelli.

Dopo l’attentato alla sua vita del 1968, a causa di Valerie Solanas una squilibrata fondatrice e unico membro della S.C.U.M ( società per l’eliminazione degli uomini)., pubblica il suo primo romanzo “A by Andy Warhol” e produce con Paul Morissey il film Flash, a cui seguiranno “Trash” nel 1970 e “Heat” nel 1972.

Nel 1975 ritorna alla letteratura pubblicando il libro “La filosofia di Andy Warhol ( Dalla A alla B e ritorno)”, qualche anno più tardi organizza una mostra dei suoi ritratti al Withney Museum of New York.

Video Intervista ad Andy Warhol – Tratto dal film “Factory Girl”:

Andy Warholl oltre che artista e alto esponente della Pop art, si dedica con efficienza ad ogni campo della comunicazione dall’arte pittorica, al cinema sino alla letteratura, espressione del suo ampio interesse per i mezzi di comunicazione di massa, è sicuramente la produzione e fondazione negli anno Ottanta della Andy Warhol’s TV. Verso la fine della sua carriera, dovuta alla sua prematura morte durante un operazione chirurgica il 22 Febbraio del 1987, Andy Wharol si dedica ai ritratti di Lenin e alla rivisitazione di opere dei grandi del Rinascimento come Paolo Uccello, Piero della Francesca e Leonardo da Vinci.

Le opere che caratterizzano il suo stile e il suo ingegno artistico rimangono sicuramente quelle che sono assorbite dalla corrente della Pop Art, queste sono Gold Marilyn Monroe del 1962 nello stesso anno troviamo 192 One Dollar Bills, Big, Campbell’s Soup Can, 19 cent, 100 Cans. le cinque bottiglie di Coca Cola e Vesuvius del 1985.

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Andy Warhol, quadro Vesuvius, 1985

Andy Warhol, Vesuvius, 1985

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