Pop Art


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Riassunto Pop Art – Storia dei principali esponenti e le loro opere più importanti.

Stile pop art

La pop art è una corrente artistica nata in Inghilterra nella metà degli anni cinquanta e diffusasi maggiormente negli Stati Uniti dagli anni Sessanta in poi. Il pop inglese nasce dalle opere di Paolozzi e Hamilton esposte nella mostra “This is Tomorrow” legata ai temi della tecnologia e della mitizzazione dei prodotti e delle immagini di largo consumo. Il movimento della Pop art inglese era volto principalmente critica dell’avvento della nuova cultura consumistica, negli Stati Uniti invece, la Pop Art trova un’accezione positiva diventando un incontro tra arte e cultura di massa, basandosi sull’uso di un’iconografia discendente dalla realtà e soprattutto improntata all’uso d’immagini popolari nate dalla nuova società dei consumi.

La Pop art ha rappresentato una sfida all’arte tradizionale, includendo nelle sue opere immagini provenienti dalla pubblicità e trasformandole in oggetto dell’espressione artistica, concentrandosi su uno stile volto a rappresentare i cambiamenti sociali dell’era moderna. La Pop art, lascia così dietro di se la scia dell’arte moderna che affondava le sue radici nell’impressionismo e nel decadentismo, dando inizio a una nuova era artistica identificata dall’arte contemporanea.

Lo stile Pop art

lo stile pop art

Negli Stati Uniti, la nascita della Pop Art si configura nelle opere dadaiste di Jasper Johns e Robert Raushenberg, trovando la sua reale espressione con altri pittori Pop Art americani tra i quali annoverano per importanza: Andy Warhol, Claes Oldenburg, Tom Wesselman, James Rosenquist, Roy Lichtenstein e George Segal.

Nelle loro opere si può identificare la mercificazione dell’uomo moderno, l’ossessione per la pubblicità, il consumismo come unico stile di vita, costringendo il pubblico a un confronto diretto con il loro universo quotidiano, fondando l’impatto visivo su soggetti riconoscibili, già noti.

Lo stile utilizzato dagli artisti per riprendere questi soggetti si connota in varie forme, Oldenburg riprodusse in larga scala i beni di consumo come la molletta alta ben tredici metri o la spina di una presa gigante esposta al Philadelphia Museum of Art.

Oldenburg pop art

Mentre Oldemburg si dedica alle gigantografie di oggetti caratteristici della società di massa, Segal costruisce figure in gesso cogliendo i gesti delle persone immerse nella loro vita quotidiana, Rosenquist affascina il grande pubblico con i suoi enormi cartelli pubblicitari e Wesselman con i suoi collage e le provocanti figure femminili, rappresenta la donna con nuovi canoni, evidenziandone la recente emancipazione dal ruolo esclusivo di moglie, madre e musa angelica.

Pop Art Artisti

Andy Warhol pop art

Indubbiamente i maggiori esponenti della Pop Art americana, però, sono Andy Warhol e Roy Lichtenstein, Warhol riprese il principio della riproduzione in serie delle fabbriche e lo riportò nella sua arte abbandonando così il canone artistico classico che prevedeva l’opera d’arte concentrata su un oggetto unico. Un’opera che rappresenta al meglio questo pensiero è la riproduzione dei barattoli da minestra Campbell, con la quale egli confermò come il linguaggio pubblicitario fosse ormai sinonimo di arte e di come questa avesse standardizzato i gusti del pubblico americano. Lichtenstein invece utilizzò il fumetto e la tecnica del linguaggio utilizzò questa non solo per esplorare un altro metodo espressivo ma anche per criticare la tecnica pittorica dell’astrattismo e per trovare una nuova forma artistica che coniugasse arte e cultura popolare.

Roy Lichtenstein pop art

La Pop Art segna l’inizio di un’epoca, in cui l’arte diventa concentrazione di ogni forma artistica, dove il mondo della pubblicità, del cinema e degli attori diviene sfondo e soggetto delle riproduzioni artistiche.

Diviene simbolo così, dei miti della società contemporanea dell’ossessione per il capitalismo e per i beni materiali. Una rappresentazione specifica di questo sentimento si può ritrovare principalmente nelle opere di Warhol, nelle sue bottigliette di coca cola ripetute innumerevoli volte, quest’opera può essere ben inglobata in una celebre frase di Andy Warhol base inoltre del pensiero dell’America del consumismo “Quel che c’è di veramente grande in questo paese è che l’America ha dato il via al costume per cui il consumatore più ricco compra essenzialmente le stesse cose del più povero. Mentre guardi alla televisione la pubblicità della Coca Cola, sai che anche il Presidente beve Coca Cola, Liz Taylor beve Coca Cola, e anche tu puoi berla”. Questo filone di pensiero testimonia che per i nuovi cittadini del mondo esiste un referente diverso rispetto a quello che si era posto dinanzi a loro con la seconda guerra mondiale, causando così un decadimento delle opere intrise di valori moralisti e spiritualisti e giungendo a una condizione esistenzialista che vede esprimere la nuova condizione umana nel conformismo e nel consumismo.

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